Catalogo del promettente artista Filippo Manzini: come scrive Pier Luigi Tazzi, egli cerca di superare i propri limiti, ovvero la carta, il materiale preferenziale, ma non esclusivo, della sua opera. Il segno sulla materia è la traccia e il sintomo del suo operare, l’atto dell’agire.

L’effetto ottenuto è quello di passare da uno spazio bidimensionale, la carta appunto, a uno tridimensionale, costruito, paesaggistico, segnato da un orizzonte. Le dimensioni reali sono quindi modeste, mentre quelle evocate sono ampie. La luce compone poi l’effetto.

Filippo Manzini nasce a Firenze nel 1975; la sua è un’arte “leggera”, fatta di tracce.