Quella del Maestro Gianni Piacentino, riconosciuto come una delle figure più interessanti e uniche del panorama artistico internazionale, è una visione inimitabile perché personalissima, connotata da un altissimo grado di perizia tecnico-esecutiva e da una peculiare modalità inventiva, fondata sul controllo meticoloso di ogni singola fase ideativa e realizzativa.

In essa, è la consapevolezza di ogni istante creativo a modificare e generare soluzioni d’immagine sempre nuove. E, nonostante questa unicità incomparabile di concezione e attuazione, l’opera di Piacentino continua da decenni ad offrirsi al presente con la sua immediatezza, comprensibilità, riconoscibilità, perché si è sempre riferita alle coordinate elementari e fondamentali della realtà. È un’arte che, proprio astraendo il mondo in forme e oggetti cromatici essenziali, ma mai ovvi, ci avvicina alla sua immagine possibile.

Sta in questo paradosso di presenza e possibilità, di elementarità e complessità, la ragione della sorprendente e continua attualità di un percorso che pare nato già compiuto, alla metà degli anni Sessanta, come alternativa radicale ai movimenti europei e americani coevi.